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Via Sorio a Padova: il nome sulle targhe

C’è un luogo dove il nome Sorio non designa né una frazione, né un monte, né una villa, ma una strada di città. A Padova, nel quartiere occidentale della Brentella, esiste una via Sorio: una strada urbana come tante, con i suoi condomini, le sue fermate dell’autobus, il suo codice di avviamento postale.

Eppure anche questa targa stradale, a guardarla da vicino, racconta un capitolo della storia del nome — e lo racconta nel modo obliquo e stratificato in cui le città ricordano.

Perché una strada di Padova si chiama Sorio

La risposta più probabile non ha nulla a che fare con una famiglia padovana. Ha a che fare con una battaglia combattuta a settanta chilometri di distanza.

L’8 aprile 1848, nella frazione di Sorio di Gambellara, le forze austriache del principe Federico di Liechtenstein sconfissero i volontari italiani del generale Marcantonio Sanfermo. A difendere il colle di Sorio, in quel giorno, furono soprattutto i crociati padovani: i volontari della Legione promossa a Padova nel marzo 1848, in gran parte studenti dell’Università. Una cinquantina di loro tenne la posizione, eroicamente e inutilmente. Fu una rotta, e furono loro a pagare il prezzo più alto.

Per Padova, insomma, la parola «Sorio» non è il nome di una frazione vicentina: è il nome del luogo dove i suoi studenti ricevettero il battesimo del fuoco.

I nomi vicini lo confermano

La toponomastica del quartiere sembra dare ragione a questa lettura. Accanto a via Sorio corre via Montebello — e Sorio e Montebello sono i due nomi gemelli della battaglia dell’8 aprile 1848, che le cronache ricordano spesso insieme. Poco distante c’è una via dei Mille, di chiara matrice risorgimentale.

C’è di più. I repertori toponomastici del Comune registrano che fino al 1921 esistevano in zona anche un vicolo I Sorio e un vicolo II Sorio, ribattezzati proprio in quell’anno via dei Mille e via Montebello. Vuol dire che l’intera area portava, moltiplicato, il nome della battaglia, e che il riordino toponomastico del primo dopoguerra lo ridistribuì tra i luoghi simbolo del Risorgimento, lasciando in piedi una sola via Sorio.

Quello che i documenti non dicono

Va detto con onestà, perché è il metodo di questo progetto: una delibera che attesti esplicitamente la dedicazione non è emersa dalle fonti consultate. Non abbiamo il documento che dice «si intitoli questa strada alla battaglia di Sorio».

Quello che abbiamo è la convergenza dei nomi — Sorio, Montebello, i Mille, tutti nello stesso quartiere — e il legame diretto tra Padova e quel campo di battaglia. È un’ipotesi, non una certezza; ma è di gran lunga la più solida.

Il cimitero ebraico di via Sorio

Su questa strada c’è poi una presenza che merita di essere ricordata, anche se con il cognome non ha legame diretto. In via Sorio si apre il cimitero ebraico di Padova, istituito nel 1862: l’ultimo dei sette cimiteri ebraici della città ancora in uso, con le sue lapidi tradizionali accanto ai monumenti più imponenti dell’età dell’Emancipazione.

È una di quelle coincidenze che le città producono senza volerlo. Una strada intitolata alla memoria di giovani caduti per un’idea di patria custodisce anche la memoria di una comunità che proprio in quegli anni, con l’Emancipazione, diventava pienamente parte di quella patria.

Una circolarità

Vale infine la pena di notare una simmetria. Padova è la terza provincia italiana per concentrazione del cognome Sorio, dopo Vicenza e Verona.

I Sorio padovani di oggi abitano dunque in una città che ha scritto il loro cognome su una targa stradale per ragioni che con la loro famiglia non c’entrano nulla: per ricordare una battaglia combattuta in una frazione vicentina che porta quel nome per via di un santo.

Toponimo, battaglia, strada, cognome: quattro vite della stessa parola, che si sfiorano senza toccarsi. È il meccanismo che questo progetto insegue fin dall’inizio, e qui lo si vede all’opera in poche centinaia di metri di asfalto.


Approfondimenti: La Battaglia di Sorio del 1848 e i luoghi che portano il nome Sorio.


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