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Bartolomeo Sorio (1805–1867): erudito oratoriano veronese

Bartolomeo Sorio nacque a Verona il 4 settembre 1805 da Sante Sorio e Caterina Righetti. Fu sacerdote della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, filologo, linguista e critico letterario. La sua opera si colloca all’intersezione tra una profonda vocazione ecclesiastica e un’instancabile dedizione agli studi filologici. Morì la mattina del 14 aprile 1867.

Formazione e risveglio intellettuale

Bartolomeo frequentò il ginnasio veronese, dove ebbe come maestro di retorica l’abate Giuseppe Monterossi, che gli fornì gli strumenti essenziali per l’analisi testuale e la precisione linguistica. Ma fu l’ingresso nella Congregazione dell’Oratorio, avvenuto il 1° ottobre 1830, a segnare il punto di svolta: qui ebbe come maestro il celebre Antonio Cesari (1760–1828), uno dei massimi filologi italiani dell’Ottocento e restauratore della lingua del Trecento. Sorio si inserì così nel solco della scuola purista veronese, che avrebbe caratterizzato tutta la sua produzione scientifica.

La Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri a Verona, ufficialmente istituita il 20 aprile 1713 con decreto del Vescovo Gianfrancesco Barbarigo, era un ambiente particolarmente congeniale alle inclinazioni erudite di Sorio, combinando vita comunitaria con una considerevole libertà intellettuale. Fu assegnato alla chiesa di Sant’Eufemia a Verona.

Il contesto: Verona sotto l’Austria

La vita di Sorio si svolse quasi interamente sotto il dominio asburgico su Verona, città che divenne parte del Regno d’Italia solo nel 1866, appena un anno prima della sua morte. Il clima intellettuale era inevitabilmente condizionato dalla repressione dei movimenti liberali e nazionalisti. La sua scelta di concentrarsi su studi di carattere religioso e filologico medievale rappresentava un ambito di ricerca meno esposto a censure, pur contribuendo — attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale italiano — a quel processo di costruzione dell’identità nazionale che caratterizzò il Risorgimento.

L’opera filologica

Sorio si distinse come «studioso di critica, linguistica e filologia», con un approccio meticoloso volto a restaurare i testi «alla sua vera lezione» e a renderli «al più agevole studio meglio ordinati».

Opere principali

AnnoOperaEditore/Luogo
1836Contributo alle giunte del Vocabolario della Crusca raccolte da Paolo ZanottiTipografia Libanti, Verona
1842–1844Epistole della serafica Vergine S. Caterina da Siena (4 volumi)Milano
c. 1845Il vero concetto cattolico della Divina Commedia di DanteTip. Soliani, Modena
1845Collazione dell’Abate IsaacRoma
1845Lettere del beato don Giovanni dalle Celle (basata su 22 manoscritti)Roma
1846Antologia petrarchescaLibanti, Verona
1851Trattato della Agricoltura di Pietro de’ CrescenziVicentini e Franchini
1852I morali di San Gregorio Magno Papa, volgarizzati da Zanobi da Strata (2 volumi, incisioni di Tanesco)Moroni, Verona
1858Illustrazione filologica dell’antica iscrizione italiana al Ponte NaviVerona
s.d.Specchio di croce di Domenico Cavalca
s.d.Due lettere di Federigo II e di Gregorio IXStamperia Merlo
s.d.Sonetti inediti di Ghidino da Sommacampagna

Studiò inoltre Brunetto Latini, Iacopone da Todi e il Filocolo del Boccaccio. Scambiò lettere dantesche con Luigi Bennassuti e Francesco Longhena a Milano. Il suo lavoro come «lessicografo ed editore di volgarizzamenti», con un approfondimento sull’Esopo volgare, è oggetto di una pubblicazione recente di Cecilia Sideri.

Santa Caterina da Siena

L’edizione in quattro volumi delle lettere di Santa Caterina (1842–1844) rappresenta uno dei contributi più significativi di Sorio. Uno studio di E. Dupré Theseider (1936) rivela anche un precedente progetto editoriale rimasto incompiuto, testimoniando un interesse profondo e protratto nel tempo per questa grande figura della mistica medievale italiana.

L’interpretazione cattolica di Dante

Con Il vero concetto cattolico della Divina Commedia di Dante (c. 1845), Sorio si inserì nel vivace dibattito critico ottocentesco sull’opera dantesca, proponendone una lettura ancorata alla dottrina cattolica. La sua competenza in ambito dantesco è attestata dalla menzione nell’Enciclopedia Dantesca. Nel 2022, Veronica Gobbato (Università di Verona) ha pubblicato un’edizione di una Lezione accademica di Sorio dalle carte della Biblioteca Civica di Verona, nel volume Aggiornamenti sulla «Commedia» (Longo Editore).

Rete intellettuale

Sorio non fu un erudito isolato. La sua corrispondenza con Fra Agostino Morini dell’Ordine dei Servi di Maria (1861–1864), pubblicata da F.M. Berlasso nel 2001 (Carteggio di Agostino Morini O.S.M., Roma, Edizioni Marianum, 2 volumi), attesta legami con eruditi di altri ordini religiosi.

Due volumi conservati alla Biblioteca Universitaria di Padova recano dediche autografe di Sorio al Professor Roberto Visiani (1800–1878), illustre botanico dell’ateneo patavino, indicando contatti che si estendevano oltre gli ambiti strettamente filologici.

L’eredità: il Fondo Bartolomeo Sorio

Il lascito più importante è il «Fondo Bartolomeo Sorio» presso la Biblioteca Civica di Verona: 21 buste (numerate da 887 a 907) contenenti carteggi e manoscritti filologici. A queste si aggiungono i manoscritti che Sorio collezionò personalmente e lasciò in legato alla biblioteca nel 1867:

SegnaturaDataContenuto
Mss. 1161–1165XV sec.Miscellanea con opere di Sallustio, Cicerone e San Girolamo
Mss. 1187–11901409De contemptu mundi di Isacco di Ninive, copiato dal notaio Battista de Sablonis
Ms. 11961470De commodis vitae regularis di Gregorio Correr in volgare, vergato a Firenze da Suor Domicilla Bernabuzi
Mss. 1225–12261454–1456Quadriga spirituale di Niccolò da Osimo (Gubbio) e Omnis mortalium cura di Antonino da Firenze

Già nel 1867, anno della sua morte, R. Bisoffi pubblicò a Firenze Brevi cenni intorno alla vita e agli scritti del padre B.S.. La voce a lui dedicata nel Dizionario Biografico degli Italiani (Volume 93, p. 785) è stata curata da Gabriele Scalessa.

Cronologia

AnnoEvento
1805 (4 settembre)Nascita a Verona da Sante Sorio e Caterina Righetti
c. 1815–1820Studi ginnasiali; allievo dell’abate Giuseppe Monterossi
1830 (1° ottobre)Ammissione alla Congregazione dell’Oratorio di S. Filippo Neri
1836Primo lavoro filologico: giunte al Vocabolario della Crusca
1842–1844Pubblicazione delle Epistole di Santa Caterina da Siena
c. 1845Il vero concetto cattolico della Divina Commedia
1852I morali di San Gregorio Magno Papa
1858Illustrazione filologica dell’iscrizione al Ponte Navi
1861–1864Corrispondenza con Fra Agostino Morini
1866Verona entra nel Regno d’Italia
1867 (14 aprile)Morte a Verona

Fonti principali: Dizionario Biografico degli Italiani (Treccani), vol. 93; Enciclopedia Dantesca; Fondo Bartolomeo Sorio, Biblioteca Civica di Verona; F.M. Berlasso, Carteggio di Agostino Morini O.S.M., Roma 2001.


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