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Wilson Sorio: Un attaccante brasiliano dal Pacifico al Po, 1957-1959

Tra i Sorio che compaiono nelle cronache del Novecento ce n’è uno che porta il cognome lontano dall’Italia e poi, per due stagioni curiose, lo riporta indietro. Si chiama Wilson Sorio, nasce in Brasile alla fine degli anni Trenta, gioca in Italia da professionista nella seconda metà degli anni Cinquanta in una piazza di provincia che in quegli anni era una piccola, sorprendente potenza calcistica della Serie A: la SPAL di Ferrara. La sua è una vicenda secondaria nel grande romanzo del calcio italiano, ma è una piega significativa della storia del cognome e merita una scheda dedicata.

Origini brasiliane

Wilson Sorio nasce a Guarujá, città costiera dello stato di San Paolo, in Brasile. La data di nascita è incerta: l’archivio storico dell’Enciclopedia del Calcio italiana (curato da Dario Marchetti) la indica al 12 febbraio 1937, mentre la voce Wikipedia italiana riporta il 12 febbraio 1939. Si tratta di una discrepanza non risolta nelle fonti pubbliche: è possibile che una delle due sia un refuso, oppure che vi sia stata, come capitava all’epoca per i calciatori sudamericani in arrivo in Europa, una correzione anagrafica al momento del trasferimento. La data del 1937 appare comunque la più probabile, dato che proviene da un repertorio specialistico italiano con accesso ai documenti societari della SPAL.

Guarujá è un’isola — la Ilha de Santo Amaro — affacciata sull’Oceano Atlantico, di fronte al porto di Santos. È terra di calcio operaio e di porti commerciali, geograficamente parte di quella grande conurbazione paulista che nello stesso periodo lanciava Pelé al Santos FC. Wilson Sorio cresce in un Brasile che sta diventando consapevole del proprio talento calcistico, anche se la nazionale brasiliana avrebbe vinto il primo Mondiale solo nel 1958, quando lui era già in Italia.

Il suo primo club professionistico fu il Jabaquara Atlético Clube, una squadra di Santos fondata nel 1914 da operai e portuali della zona, storicamente legata alla comunità di lavoratori del porto. Il Jabaquara era — ed è ancora oggi — un club di seconda fascia del calcio paulista, ma negli anni Cinquanta aveva un ruolo significativo come vivaio per il calcio professionistico brasiliano. Wilson Sorio vi giocò nella stagione 1956-57, prima di compiere il salto verso l’Europa.

L’arrivo in Italia: la SPAL di Paolo Mazza

Nel 1957 Wilson Sorio approda alla SPAL di Ferrara, in Serie A. Per capire la portata della cosa, vale la pena ricordare cos’era la SPAL in quegli anni. Sotto la presidenza visionaria di Paolo Mazza — uomo di calcio diventato leggendario nella memoria ferrarese, al punto che lo stadio comunale è oggi intitolato a lui — la SPAL era una società di provincia che era riuscita nell’impresa di stabilirsi stabilmente nel massimo campionato italiano dal 1951 al 1964, una “scuola” calcistica che lanciava talenti italiani e si rifocillava di stranieri scelti con criterio scout. In quegli anni a Ferrara arrivarono argentini, brasiliani, tedeschi, ungheresi, danesi, svedesi, un turco: una piccola Internazionale provinciale che dava lustro alla città estense.

Wilson Sorio si inserì in questo flusso di stranieri come uno dei primi brasiliani nella storia del club, precedendo di pochi anni Carlos Heidel Feresin e Carlos Cezar de Souza, che sarebbero arrivati nei primi anni Sessanta. Era un interno — termine ormai desueto che indicava un attaccante di raccordo, quello che oggi chiameremmo trequartista o seconda punta — di ruolo offensivo ma non centrale.

Le stagioni in Serie A: 1957-58 e 1958-59

L’esordio di Wilson Sorio in Serie A avvenne il 19 gennaio 1958, in Atalanta-SPAL 0-0. Aveva venti o vent’un anni a seconda della data di nascita corretta, e si trovava a giocare contro avversari che si chiamavano Inter, Milan, Juventus, Fiorentina. La sua prima stagione (1957-58) si chiuse con 9 presenze e 1 gol, numeri modesti ma non insignificanti per un esordiente straniero al primo impatto con il calcio italiano.

La seconda stagione, 1958-59, fu quella della sua maggiore espressione: 21 presenze e 5 gol. Cinque reti in un campionato di Serie A degli anni Cinquanta erano un bottino dignitoso per un attaccante non titolare di una squadra di provincia. Quell’anno la SPAL si classificò a metà classifica e Wilson Sorio contribuì alla causa.

Dopo la stagione 1958-59 le tracce di Wilson Sorio nelle fonti italiane si fanno frammentarie. L’archivio dell’Enciclopedia del Calcio segnala per gli anni successivi solo “ND” (Non Disponibile), il che lascia intuire che il giocatore lasciò la SPAL — probabilmente facendo ritorno in Brasile o trasferendosi a club minori non documentati dalle fonti italiane. Il fatto che la Wikipedia italiana affermi che Wilson Sorio “giocò per due stagioni in Serie A nella SPAL” è coerente con i dati dell’Enciclopedia del Calcio: due stagioni effettive in massima serie, 1957-58 e 1958-59, per un totale di 30 presenze e 6 gol.

La cornice storica: i brasiliani in Italia negli anni Cinquanta

La vicenda di Wilson Sorio si inserisce in un fenomeno più ampio e significativo: la prima ondata di calciatori brasiliani in Serie A, che precede di molti decenni le grandi migrazioni stellari di Ronaldo, Kaká, Adriano o Thiago Silva. Negli anni Cinquanta arrivarono in Italia diversi giocatori sudamericani che, in molti casi, erano oriundi italo-brasiliani o sfruttavano cavilli regolamentari per essere considerati italiani. La SPAL fu uno dei club che si distinse in questa politica di scouting internazionale a prezzi contenuti, applicata con intelligenza dal presidente Paolo Mazza per compensare le risorse limitate della società ferrarese rispetto ai grandi club del Nord.

Wilson Sorio non fu mai una stella. Non vinse trofei, non vestì la maglia della nazionale brasiliana, non venne convocato per i Mondiali del 1958 e 1962 che il Brasile vinse con Pelé, Garrincha e compagnia. Fu uno dei tanti giocatori di buon livello tecnico ma destino discreto che attraversarono il calcio italiano del dopoguerra. Eppure il suo passaggio è documentato, le sue partite sono state giocate, i suoi gol — sei in Serie A — sono nelle statistiche ufficiali della Federazione.

Una curiosa coincidenza onomastica

C’è un aspetto che vale la pena sottolineare, perché tocca il senso di questo progetto. Wilson Sorio è un brasiliano, e il suo cognome — Sorio, identico a quello vicentino-veronese — non discende per linea diretta dai Sorio veneti documentati in questa ricerca. Ma quasi sicuramente discende da loro per linea collaterale.

Il Brasile, e in particolare lo stato di San Paolo, ricevette nei decenni a cavallo tra Ottocento e Novecento una massiccia immigrazione veneta: i contadini espropriati dalle terre del Triveneto, espulsi dalle campagne dalle crisi agricole post-unitarie, partirono a centinaia di migliaia tra il 1880 e la Prima Guerra Mondiale, e di nuovo dopo la Seconda. Furono accolti nelle fazendas del caffè di San Paolo, nei nascenti quartieri operai di Santos e Guarujá, nei territori di colonizzazione del Rio Grande do Sul. Da loro discende oggi una parte significativa della popolazione paulista, e da loro arrivano nomi italiani che ancora si sentono nelle cronache calcistiche brasiliane: Costa, Rossi, Bianchi, e — appunto — Sorio.

Wilson Sorio nato a Guarujá, dunque, è quasi certamente figlio o nipote di emigranti veneti, probabilmente vicentini o veronesi, sbarcati a Santos tra fine Ottocento e inizio Novecento. Quando nel 1957 fece il viaggio inverso e atterrò in Italia per giocare nella SPAL, in un certo senso tornò a casa — non nella casa di Gambellara o di Verona dei suoi antenati, ma comunque in Italia, dove il suo cognome era nato secoli prima. Una piccola simmetria storica che, per il sito che state leggendo, vale forse più dei sei gol che mise a segno in Serie A.

Cosa è successo dopo

Le fonti italiane non hanno informazioni certe sulla sua vita dopo il 1959. Wilson Sorio è citato negli archivi della SPAL e dell’Enciclopedia del Calcio per le due stagioni ferraresi, ma scompare dai radar del calcio italiano. Non è chiaro se sia rientrato in Brasile, se abbia proseguito la carriera in serie minori, o se abbia smesso di giocare. Le banche dati genealogiche brasiliane più aggiornate potrebbero contenere informazioni sulla sua famiglia e sulla sua vita successiva, ma esulano dalle fonti consultate per questa ricerca.

Quel che resta è il dato: due stagioni in Serie A, una trentina di partite, sei gol, un cognome veneto che fece ritorno in Italia dopo aver attraversato l’Atlantico una o due generazioni prima. Una piccola, dignitosa traccia del cognome Sorio nel libro del calcio italiano del dopoguerra.


Fonti consultate: voce Wikipedia “Wilson Sorio”; archivio storico dell’Enciclopedia del Calcio italiana curato da Dario Marchetti; voce Wikipedia “Ars et Labor Ferrara” per il contesto della SPAL di Paolo Mazza; archivi statistici Statscrew e Worldfootball per le stagioni SPAL 1957-1964; documentazione sull’emigrazione veneta in Brasile.


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