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Cristoforo Sorio (att. 1468): alle origini documentate del cognome

Cristoforo Sorio, attestato nel 1468, rappresenta una delle più antiche menzioni documentate del cognome Sorio come identificativo familiare. Il suo nome compare in un contratto di vendita che riguarda «unam zestam magnam vue garganege» — un grande cesto di uva Garganega — nella zona di Gambellara/Calderina, nell’area vicentino-veronese.

Il documento del 1468

Il contratto è autentico e citato dal bollettino della Biblioteca «La Vigna» di Vicenza, che riporta anche il testo latino originale. Il documento attesta non solo l’esistenza di un individuo con il cognome Sorio nella seconda metà del Quattrocento, ma anche il suo coinvolgimento nella produzione e commercio dell’uva Garganega, il vitigno autoctono che ancora oggi è alla base dei vini DOC di Gambellara.

Un secondo contratto del 1498, nello stesso ambito vinicolo (Garganega/Schiava), indica una continuità dei Sorio nella gestione fondiaria dell’area di Gambellara per almeno tre decenni, suggerendo un radicamento stabile della famiglia nel territorio.

Il contesto: Verona e Vicenza nel Quattrocento

Il XV secolo rappresentò per l’area veronese-vicentina un periodo di relativa stabilità sotto il dominio della Repubblica di Venezia, che aveva incorporato entrambe le città nei suoi domini di Terraferma nel 1405. Questa pax veneta favorì lo sviluppo economico e una più regolare tenuta della documentazione amministrativa, fiscale e notarile.

La società era stratificata, con un patriziato cittadino affiancato da un ceto mercantile e artigianale vivace. Le fraglie (corporazioni di arti e mestieri) svolgevano un ruolo cruciale nella regolamentazione delle attività produttive. Se Cristoforo Sorio esercitava un’attività legata alla viticoltura o al commercio, è probabile che fosse legato a una di queste organizzazioni.

Piste di ricerca archivistica

L’identificazione completa di Cristoforo Sorio richiede una consultazione diretta delle fonti primarie. Le principali istituzioni e fondi da esplorare sono:

Archivio Storico Diocesano di Verona

FondoSegnaturaPeriodoContenuto potenziale
Atti Cancelleria Vescovile, CollationesBUSTA 011454–1465Nomine, benefici, cause ecclesiastiche
Liber vocatus DIVERSORUMBUSTA 011454–1456Atti vari della cancelleria

Archivio di Stato di Verona

FondoPeriodoContenuto potenziale
Antico Ufficio del Registro, IstrumentiXV sec.Contratti, testamenti, atti notarili
Antichi estimiXV sec.Proprietà immobiliari, valutazione fiscale
Antico Archivio del Comunedal 1328Atti amministrativi, registri civici
Collegio dei notaridal 1220Registri e protocolli notarili
Compagnie d’arte o fraglievarioRegistri corporativi

Il cognome Sorio nel tempo

La persistenza del cognome nell’area veneta è documentata attraverso i secoli:

NomeDataLocalitàFonte
Cristoforo Sorioatt. 1468Gambellara/CalderinaBibl. La Vigna, Vicenza
(Sorio)att. 1498area GambellaraBibl. La Vigna, Vicenza
Giuseppe Sorion. 1663VicenzaDBI Treccani
Bartolomeo Sorion. 1805VeronaDBI Treccani
Angelo Sorion. 1852Vigasio (VR)Registri parrocchiali

La distanza di quasi due secoli tra Cristoforo (1468) e Giuseppe (1663) rappresenta una lacuna significativa che solo la ricerca archivistica diretta potrebbe colmare.

Possibili connessioni con la Corte di Sorio

Un aspetto interessante riguarda la possibile relazione tra la famiglia Sorio e la Corte di Sorio a San Giovanni Lupatoto (Verona). La corte ha origini medievali — una lapide murata nel frontale della torre centrale riporta la Pace di Paquara del 1233. Tuttavia, la Chiesetta di Sorio fu fondata nel 1585 dalle famiglie Borghetti e Guarienti, non dai Sorio.

La questione fondamentale resta aperta: la corte ha acquisito la denominazione «Sorio» da un’antica famiglia che ne deteneva la proprietà, oppure il toponimo ha un’origine indipendente? La coincidenza del nome è suggestiva e merita ulteriori indagini attraverso catasti storici e documenti notarili relativi a San Giovanni Lupatoto per i secoli XIII–XV.


Fonti: Bollettino della Biblioteca «La Vigna» di Vicenza; G. Lavorenti, Storia di San Giovanni Lupatoto; inventari dell’Archivio di Stato di Verona e dell’Archivio Storico Diocesano di Verona.


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